domenica 13 novembre 2011

Antichi echi

Li sento crescere.
Li sento salire come una marea nera, a piccole onde successive.
Guadagnano spiaggia. 
Li sento urlare quando si infrangono contro qualche mia difesa.
Sento risuonare le loro grida di frustrazione, il loro folle sdegno.
Mi odiano.
Odiano la mia vita borghese. Odiano i miei desideri puliti e stirati, odiano le braccia conserte, il sorriso lucidato e fedele. 
Sospetto che odino persino i miei gatti.
Strepitano, come una corrente interrotta all’improvviso e deviata dove non ha mai avuto intenzione di andare. Contrariata, ribelle. Turbolenta.
(Ricordi com’era bello avere un demone? 
Ricordi com’era potente camminare tra le sue gambe?)
E io mi ritraggo.
Nego, contratto. 
Chiudo gli occhi. Fisso un punto fermo nella mia mente.
(E' mai esistito?)
Loro sanno che ricordo.
Ricordo il sapore inebriante della totale mancanza di pudore.
Il potere dell'indifferenza.
Ricordo la sensazione di avere coltelli anziché che dita - e proiettili al posto delle parole.
Loro conoscono i vuoti che precedono i miei moti.
Annusano quell'aria di stasi testarda, quell'ottuso rifiuto simile al rannicchiarsi di una foglia autunnale.
Sanno aspettare.
Nascosti come l’acqua sotto i ponti - e altrettanto insidiosi.
(Ricordi com'era avere la polvere nel cuore?)
Nessuna emozione, nessun dolore.
Nessuna nudità.
(Ricordi quanto ti piacesse?)


Perché dunque queste pene,
quest'inquietudine che fa fremere
di una possibile gioia
tutto il dolore che colma
la nostra speranza fino a nausearla?
Perché tutto questo, perché,
se tutto è incerto?
Oh, concedetemi una brezza
su di un prato di questa terra,
e lasciate che quella brezza appaghi
benché io non capisca.
Per ogni angoscia c'è
un vago desiderio di felicità.
 
 

(Fernando Pessoa)




2 commenti:

  1. vorrei poterti dare delle risposte e concederti un angolo di riposo dove ascoltare il fruscio dell'acqua e le cicale nei prati. Null'altro, se non un momento di quiete, dal quale riprendere la tua strada in una luce diversa, che ti riempia il cuore e la mente.

    Joh

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  2. Già, il potere dell'indifferenza. Rende tutto un discorsi sospeso.

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